Arriverà, Lamine... arriverà
È solo questione di tempo
Buon martedì, fratello di Calcio.
Lo conosci il mito di Icaro?
Volò troppo vicino al sole. Il calore sciolse la cera delle sue ali e il mare ne accolse la caduta. È una favola antica, ci accompagna da bambini per dirci che il sogno e il rischio camminano insieme. Ma nel calcio, a volte, la favola prende una piega diversa: qualcuno osa, si avvicina, e anche quando non ottiene ciò che vuole… continua a volare.
Lamine Yamal ci è passato già due volte. Due vertigini così presto che viene da chiedersi se abbia davvero compreso l’altezza che ha raggiunto. Una Champions che sembrava a portata di mano. Un Pallone d’Oro accarezzato, senza poterlo stringere. Per altri, sarebbero state ferite profonde. Per lui, sono state prove generali.
C’è un momento in cui un ragazzo smette di essere solo talento e diventa simbolo. Per Yamal, questo momento è arrivato prima ancora che il suo volto uscisse dall’adolescenza. Lo vedi ondeggiare sulla fascia, le spalle strette, il corpo ancora in crescita, eppure dentro ogni suo tocco c’è la leggerezza di chi gioca ancora per il campetto e non per la storia.
È questo il paradosso: avvicinarsi al sole senza mai smettere di sorridere come un ragazzino.
Andare così vicino e non riuscire… è una lezione dura. Ti insegna che il calcio non è giusto né ingiusto: è implacabile. Ti mostra che i trofei non sono ricompense per il talento, ma premi per chi sa continuare a inseguire. In questo, Yamal è già maturo. Non ha reagito con rabbia, non ha cercato scuse. Ha continuato a giocare, a dribblare, a tentare, come se il mondo non avesse appena ricordato a tutti quanto possa essere fragile un sogno.
Ci sono generazioni di giocatori che hanno visto il sole solo una volta: hanno toccato la gloria e poi sono spariti nelle statistiche. Lui, invece, ha davanti a sé intere estati, autunni, primavere per riprovarci. Il calcio è pieno di seconde occasioni per chi non smette di crederci. E la sua forza, forse, sta proprio nel non aver ancora compreso appieno quanto raro sia ciò che ha già fatto.
Immagina la scena dopo la premiazione del Pallone d’Oro. Un ragazzo di diciotto anni, un completo elegante che gli sta quasi largo. Gli altri festeggiano, si scattano foto, ma lui sorride piano. Non è deluso. Sente dentro di sé che il sole non scappa. Sa che il calcio è un viaggio, non un trofeo. Sa che l’importante non è solo toccare il cielo, ma avere il coraggio di alzare lo sguardo ancora una volta, dopo aver mancato l’appuntamento.
Lamine gioca con una libertà che non si può insegnare. Ho avuto la fortuna di vederlo “solo” due volte dal vivo finora. Ti assicuro che è una esperienza sensoriale. Capisci di essere davanti a qualcosa che per citare un vecchio saggio
“…passa le stesse volte in cui passa la Cometa di Halley”
E allora, fratello di calcio, pensa a questo: il mito di Icaro parlava di cadute definitive. Ma il calcio ci insegna che si può sfiorare il sole, cadere un po’, rialzarsi e provarci ancora.
Ti puoi essere scottato, Lamine. Il sole era lì, così vicino che sembrava tuo. Ti ha sfiorato, ti ha fatto sentire il suo calore… e poi si è ritratto. Non è una condanna, fratello di calcio. È un promemoria: il viaggio non è finito.
Ogni campione ha conosciuto quel bruciore sottile, quella ferita che non lascia cicatrici ma segna l’anima. È il prezzo da pagare per osare, per sfidare l’altezza. Tu non sei caduto: hai solo imparato a conoscere il vento.
Il bello è questo: hai ancora tutta la vita davanti. Hai un talento che non si esaurisce con una mancata vittoria. Hai il tempo, le stagioni, le notti europee che verranno. E il sole non smette mai di sorgere per chi ha il coraggio di tornare a inseguirlo.
Un giorno, forse, alzerà la Champions. Forse stringerà il Pallone d’Oro tra le mani. O forse continuerà semplicemente a incantare, a sfiorare il sole senza bruciarsi. Qualunque sia il finale, oggi sappiamo che abbiamo il privilegio di assistere ai primi capitoli di una storia che vale la pena seguire. Perché Lamine Yamal non è soltanto un nome: è la dimostrazione che, anche dopo due voli mancati, si può continuare a credere nel cielo.
Angolo Sorare
Per chi vive il calcio anche su Sorare, Yamal non è soltanto un talento da ammirare alla TV. È un’opportunità concreta, una carta che può trasformare il tuo modo di giocare. Giovane, titolare, capace di incidere in ogni partita: le sue carte sono promesse di futuro, più che semplici numeri.
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Perché il suo viaggio verso il sole non è finito, e tu puoi decidere di farne parte.
tvb,
Edo


